Autofiorenti vs. fotoperiodiche: quale fa per te?

Ogni coltivazione inizia con una decisione che la maggior parte dei principianti prende senza rendersi davvero conto di quanto sia importante: i semi stessi. Molto prima di occuparti con pazienza dell’illuminazione o dei nutrienti, potresti dover scegliere tra autofiorenti e fotoperiodiche. Questa differenza determina quanto tempo dovrai aspettare prima del raccolto e quanto potrai aspettarti alla fine dalla pianta.

Le autofiorenti seguono un orologio interno fisso e maturano in fretta, indipendentemente da come gestisci la luce, mentre le piante fotoperiodiche impiegano più tempo e hanno bisogno di un cambiamento di luce per iniziare la fioritura, ma in compenso tendono a dare un raccolto più abbondante e ti offrono un maggiore controllo sul risultato.

Ovviamente nessuna delle due opzioni è la risposta giusta. Dipende tutto da cosa vuoi ottenere dalla pianta. Questa guida tratta entrambe le varianti.

Dichiarazione di non responsabilità: questo articolo ha esclusivamente scopo informativo e non costituisce un parere medico. Consulta sempre un professionista sanitario qualificato prima di usare prodotti a base di cannabis per scopi legati alla salute. In Germania, l’acquisto, il possesso e l’uso di prodotti a base di cannabis al di fuori dei canali medici o di coltivazione autorizzati sono regolamentati dalla KCanG. Verifica la normativa locale prima dell’acquisto.

I punti principali

  • Le autofiorenti entrano in fioritura da sole, in base alla loro età, di solito dopo tre o quattro settimane di crescita vegetativa, indipendentemente dal programma di illuminazione.
  • Le varietà fotoperiodiche iniziano a fiorire solo quando il ciclo luminoso passa a circa 12 ore di luce e 12 ore di buio.
  • Le autofiorenti sono in genere pronte dopo 8-12 settimane dalla semina. Le varietà fotoperiodiche richiedono solitamente dalle 12 alle 16 settimane o anche di più.
  • Le varietà fotoperiodiche di solito danno una resa maggiore per pianta, soprattutto perché si può prolungare in anticipo la fase vegetativa.
  • I principianti spesso iniziano con le autofiorenti perché non bisogna gestire il ciclo di luce, anche se il programma fisso lascia poco margine per rimediare agli errori. Chi vuole ottenere il massimo rendimento, o la flessibilità di salvare una pianta stressata, tende piuttosto a scegliere le fotoperiodiche.

Autofiorenti vs. fotoperiodiche: qual è la differenza?

La cannabis fotoperiodica fiorisce in base alla luce. In natura, aspetta le lunghe notti autunnali prima di iniziare a fiorire. In casa, sei tu a decidere quando arriva l’autunno. Imposta le tue lampade su un ciclo 12/12 e la pianta capirà il segnale e inizierà a fiorire.

Le autofiorenti non aspettano niente. Hanno nei loro geni un po’ di Cannabis ruderalis, una robusta sottospecie proveniente dall’estremo nord, dove le estati sono troppo brevi per poter contare sulle stagioni. Fioriscono invece in base all’età, un numero prestabilito di settimane dopo la germinazione, e i coltivatori hanno incrociato questa caratteristica in varietà più resistenti senza perderla. Dalle la luce giusta per le autofiorenti e crescerà, ma fiorirà secondo i suoi tempi, indipendentemente da come imposti il timer.

Tutto il resto di cui si parla, compresa la durata della crescita, la resa e quanto puoi spingere la pianta, dipende da questo unico fattore. Luce o età. Questo è il nocciolo della questione in due parole.

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Tabella comparativa: Autofiorenti vs. fotoperiodiche

La differenza principale tra la cannabis autofiorente e quella fotoperiodica si riduce a una manciata di fattori pratici, dalla durata della coltivazione alla resa finale. La tabella qui sotto mostra un confronto diretto, così puoi vedere in cosa eccelle ogni tipo e in cosa invece è un po’ indietro.

FattoreAutofiorenteFotoperiodica
Fattori che inducono la fiorituraEtà (di solito dopo 3-4 settimane)Regolazione della luce a circa 12/12
Durata complessiva della crescitada circa 8 a 12 settimaneda ~12 a 16+ settimane
Resa tipicaModerata, spesso da 30 a 110 g per pianta in indoorMaggiore, spesso da 85 a 225+ g per pianta in indoor
ClonazioneNon fattibile (i cloni ereditano l'orologio biologico)Supporto completo
TrainingSolo metodi delicati (LST)Sopporta interventi aggressivi (potatura di cima, HST)
Ciclo luminosoNessun passaggio a 12/12 necessario, ma meno margine per recuperare da erroriRichiede un cambio di illuminazione, ma la fase vegetativa può essere prolungata per maggiore flessibilità

I rendimenti variano molto a seconda della genetica, dell’illuminazione e dell’abilità di chi coltiva, quindi considerali più come un valore indicativo che come una promessa.

Tempistiche e resa: cosa aspettarsi

Le piante autofiorenti e quelle a fotoperiodo si differenziano molto per il tempo che impiegano dalla semina al raccolto:

Autofiorenti: da circa 8 a 12 settimane dalla semina al raccolto, secondo un calendario fisso che non puoi modificare.

Varietà fotoperiodiche: di solito da 12 a 16 settimane o più, anche se la durata dipende in gran parte da te.

Questo controllo è proprio il bello di una coltivazione fotoperiodica. La fase vegetativa dipende da te: puoi allungarla o accorciarla, così sei tu a decidere quando la pianta smette di crescere e inizia a fiorire. Dura esattamente quanto tu le permetti.

La resa tende a dipendere dalle dimensioni, e le dimensioni dipendono dal tempo, ed è proprio qui che queste settimane in più danno i loro frutti. Una pianta fotoperiodica, se la lasci vegetare più a lungo, prima sviluppa una struttura più robusta e poi la riempie di fiori, ed è per questo che, pianta per pianta, di solito ha un vantaggio.

Le autofiorenti possono essere più facili da gestire, perché non richiedono un cambiamento del ciclo di luce per iniziare la fioritura. Il loro programma interno fisso, però, significa anche che perdonano meno gli errori.

Lo stress, l'eccesso di irrigazione, i problemi nutrizionali o un allenamento intenso possono ridurre la crescita e la resa potenziale, perché la fase vegetativa non può essere semplicemente prolungata.

Le piante fotoperiodiche offrono maggiore flessibilità, perché i coltivatori possono mantenerle più a lungo in fase vegetativa, mantenendo il ciclo di luce giusto, prima di farle passare alla fioritura.

ℹ️Se vuoi capire davvero come ottenere il massimo da una pianta, le nostre guide alla coltivazione della cannabis approfondiscono l'argomento molto più di quanto possiamo fare qui.

Training: quanto può sopportare la pianta

Le piante autofiorenti e quelle a fotoperiodo richiedono un approccio diverso non appena inizi il training, e questo si riflette sul tempo di recupero. Le varietà a fotoperiodo sono molto tolleranti. Puoi potarle, clonarle e sottoporle alle tecniche di training più intense, perché hanno diverse settimane per riprendersi.

Le autofiorenti non hanno questo margine di manovra. Il tempo inizia a scorrere dal giorno in cui germogliano, quindi interventi troppo aggressivi le costano una crescita che non riusciranno mai più a recuperare. Tratta le autofiorenti con delicatezza, e starai dalla parte giusta di questo compromesso.

Quale scegliere?

Scegli le autofiorenti se è la tua prima coltivazione, se hai poco spazio, se la velocità è più importante per te degli ultimi pochi grammi, o se vuoi ottenere qualche raccolto veloce in una sola stagione all’aperto. Scegli le fotoperiodiche se la resa e il controllo sono le cose più importanti per te, o se ti piace potare bene una pianta e clonare una linea genetica che hai imparato ad apprezzare.

E se non riesci a deciderti, non c’è bisogno che tu lo faccia. Molti coltivatori alternano le due cose, una volta che hanno acquisito un po’ di esperienza con una o due stagioni: una varietà autofiorente per un ciclo veloce e una fotoperiodica quando c’è tempo per fare le cose per bene. Sceglierne una adesso non ti vincola a seguirla per sempre.

ℹ️Se punti a un raccolto più abbondante, la nostra guida al topping illustra uno dei metodi più importanti che i coltivatori usano per aumentare la resa delle piante fotoperiodiche.

In sintesi

La scelta tra autofiorenti e fotoperiodiche è un compromesso tra velocità e flessibilità.

Le autofiorenti ti permettono di arrivare velocemente al raccolto e ti evitano di dover cambiare l’illuminazione, il che le rende ideali per la tua prima coltivazione, anche se il loro programma fisso lascia meno margine di manovra nel caso qualcosa vada storto.

Le piante fotoperiodiche richiedono più tempo e maggiore attenzione, ma questo tempo in più ti dà la possibilità di intervenire per correggere eventuali problemi, e questo si traduce in una resa migliore e in un maggiore controllo.

Scopri quale dei due aspetti è davvero importante per te, e la scelta verrà da sé. Una volta che avrai deciso e avrai avviato la coltivazione, un diario di coltivazione ti dirà molto di più sulla tua configurazione di quanto potrebbe fare qualsiasi articolo di confronto.

Domande frequenti

Le autofiorenti si possono clonare?

Non in un modo che ne valga la pena. Un clone eredita l’orologio biologico basato sull’età della pianta madre, quindi invece di radicare da zero e crescere come una giovane piantina, fiorisce seguendo il ciclo della pianta madre e ti lascia una pianta rachitica. Se per te la clonazione è importante, è un lavoro da fare con la fotoperiodicità.

Si può potare una pianta autofiorente?

Si può fare, ma devi andarci piano e farlo presto. Le autofiorenti si riprendono molto più lentamente rispetto alle varietà fotoperiodiche, quindi una potatura troppo aggressiva o troppo tardiva le fa perdere crescita che non riusciranno a recuperare. Una potatura leggera è la scelta più sicura.

Cosa dà più resa, le autofiorenti o le fotoperiodiche?

Di solito si usa il fotoperiodo, pianta per pianta, perché così puoi allungare la fase vegetativa e far crescere una pianta più grande prima che fiorisca. Le auto ben coltivate hanno ridotto di molto questo divario, ma se l’obiettivo è il peso puro per pianta, il fotoperiodo continua a essere in vantaggio.

Le varietà autofiorenti sono più adatte ai principianti?

Per quanto riguarda la semplicità del programma di illuminazione, sì, non c’è nessun ciclo 12/12 che si possa sbagliare. Il programma fisso, però, non perdona facilmente altri errori: l’eccesso di acqua, i problemi nutrizionali o lo stress possono compromettere la crescita, che poi non potrà più essere recuperata, dato che la fase vegetativa non può essere prolungata. Le piante fotoperiodiche ti danno più margine di manovra per recuperare, perché puoi mantenerle in fase vegetativa finché non sono pronte.

Fonti

Ottimizzazione del passaggio al fotoperiodo per massimizzare la biomassa floreale e la resa di cannabinoidi nella Cannabis sativa L: https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC8786113/

Un fotoperiodo più lungo aumenta notevolmente la resa e la qualità della cannabis coltivata indoor: uno studio su due varietà ad alto contenuto di THC coltivate con giornate di 12 ore rispetto a quelle di 13 ore: https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC10857075/

*Dichiarazione di non responsabilità: questo articolo ha esclusivamente scopo informativo generale e non costituisce una consulenza medica o legale. Consulta sempre un professionista sanitario qualificato prima di usare prodotti a base di cannabis per scopi legati alla salute.*

*L'acquisto, il possesso e l'uso della cannabis possono essere regolamentati o soggetti a restrizioni in modo diverso a seconda del Paese e della categoria di prodotto. Ti consigliamo di verificare sempre le norme vigenti nel tuo ordinamento giuridico prima di acquistarla o usarla.

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Timo Ellermann
Autore
Timo Ellermann

Passione per la qualità, la tecnologia e il piacere consapevole: è proprio questo che mi motiva qui da Norddampf. Mi occupo intensamente di vaporizzatori, delle ultime novità e di tutto ciò che riguarda il mondo della vaporizzazione. Il mio obiettivo: fornirti contenuti sinceri, chiari e pratici, affinché tu possa prendere la decisione migliore per la tua configurazione.

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